Due genovesi al Cairo per la Global March to Gaza: «Un’umanità che si muove contro il genocidio»

Giacomo D’Alessandro e Margherita Goretti tra i delegati italiani partiti per l’Egitto: «Siamo qui per dare corpo alla protesta pacifica, dove i governi falliscono». Oltre 5000 persone da 54 paesi unite per chiedere lo stop ai massacri e l’accesso agli aiuti umanitari a Gaza

Anche Genova risponde alla chiamata della coscienza globale. I genovesi Giacomo D’Alessandro e Margherita Goretti, attivi da anni in numerose realtà sociali e solidali liguri – tra cui Caritas Genova, Centro Banchi, Forte Tenaglie e Luci sul Kivu – sono partiti il 12 giugno per il Cairo, unendosi alla delegazione italiana della Global March to Gaza.

Il movimento, nato in Europa e sostenuto da 54 paesi, è una mobilitazione pacifica e nonviolenta con un obiettivo preciso: raggiungere il valico di Rafah, punto d’accesso alla Striscia di Gaza, per fare pressione internazionale affinché vengano consentiti gli aiuti umanitari e si fermi il genocidio in corso.
“Siamo qui per denunciare l’inerzia complice dei governi occidentali,” spiegano D’Alessandro e Goretti, “e per portare fisicamente la voce di chi chiede giustizia e fine della violenza.”
Al Cairo, la marcia ha già visto oltre 3000 partecipanti internazionali, uniti a quasi 2000 attivisti arabi della carovana Sumud e alla Freedom Flotilla, fermata con la forza da Israele in acque internazionali. Tuttavia, la realtà è diventata subito complessa: centinaia di attivisti sono stati fermati, interrogati o rimpatriati dalle autorità egiziane, in un clima di crescente tensione e controllo.
Il gruppo ligure, composto da otto persone, non ha subito intimidazioni, ma è in costante contatto con la referente italiana Antonietta Chiodo e con il coordinamento globale della marcia, in attesa di sviluppi. Il permesso per la manifestazione non è stato concesso, ma, come dichiarano gli attivisti, due obiettivi fondamentali sono già stati raggiunti:
- Aver mobilitato fisicamente circa 5000 persone da tutto il mondo, rompendo il silenzio e l’indifferenza.
- Aver generato attenzione diplomatica e mediatica, con testimonianze, pressioni parlamentari e nuovi spazi di visibilità in decine di paesi.
“Sapevamo che sarebbe stato ostacolato – dichiara Giacomo D’Alessandro – ma non esiste nella storia un modo efficace per fermare le guerre dei potenti. Questa marcia è un esperimento coraggioso: un esercito nonviolento che si mette in gioco con il corpo e la voce, dove le istituzioni falliscono.”
Margherita Goretti sottolinea il valore collettivo e simbolico della partecipazione:
“È difficile capire come reagire a un genocidio. La Global March mi è sembrata una risposta diversa, concreta, mondiale. E molte persone, anche in Liguria, ci hanno detto: portate anche la nostra voce.”
In un momento di drammatica impotenza collettiva, la mobilitazione dal basso riscrive la mappa della resistenza civile. La Global March to Gaza ha forse visto bloccata la sua avanzata fisica, ma il suo messaggio ha già raggiunto il mondo: dove la diplomazia tace, un’umanità in cammino continua a parlare.
👉 Per aggiornamenti ufficiali: marchtogaza.net
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